MAMMA TENTA DI UCCIDERE IL FIGLIO DISABILE. L’OMICIDIO ‘PER PIETÀ’

A Torino una mamma uccide la figlia disabile grave e a Catania un’altra mamma tenta la stessa cosa. I criminologi parlano di ‘Omicidio per pietà’

Mamma ammazza figlia disabile grave. Accade a Orbassano, in provincia di Torino, dove un’anziana donna di 85 anni ammazza la figlia disabile grave di 45 a martellate. Disabile dalla nascita, epilettica e con gravi disturbi cerebrali. Non ce la faceva più a vederla soffrire, come riporta Donna Moderna.

Mamma ammazza figlia disabile

Il periodico continua: “Temeva di non riuscire più ad assisterla, quando nei fine settimana lasciava la comunità dove era seguita e tornava a casa. Si preoccupava pensando a quando sarebbe rimasta sola ad affrontare la malattia e le difficoltà, una volta morti lei e il marito”.

Più o meno stesso movente a Catania, dove una mamma stremata, una donna di 54 anni, ha tentato di avvelenare il figlio ventenne, e poi soffocarlo. Il ragazzo è affetto da tetraparesi spastica e ritardo mentale. La tragedia, poi, è stata evitata grazie all’allarme dato dalla badante e ai soccorsi tempestivi.

I criminologi definiscono questi gesti omicidi “pietatis causa” o “altruistici”, come riporta ancora Donna Moderna. “Sono i delitti commessi da genitori, figli, mariti e moglie, sorelle e fratelli o amici – debilitati fisicamente e psicologicamente, sfiniti, preoccupati, privi di aiuto e di sostegno – che arrivano al limite e mettono fine all’esistenza di un loro caro, disabile, malato gravemente, autosufficiente, senza alcuna speranza di migliorare e di ritrovare l’indipendenza. L’estremo atto violento, così spiegano alcuni esperti, viene giustificato con lo scopo di sottrarre le vittime a quella che presumono sarebbe una vita di sofferenze e di infelicità”.

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