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Limiti reddituali assegno invalidità: apertura del Governo, ANMIC resta cauta

Pubblicata il 18 febbraio 2026, la notizia relativa all’intervento del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli nel corso del question time alla Camera apre uno scenario nuovo sul tema dell’assegno mensile di invalidità civile.

“Stiamo lavorando per proporre una modifica del limite reddituale per l’accesso all’assegno mensile di invalidità civile. Siamo consapevoli che questo limite va superato”, ha dichiarato il Ministro in Aula.

Il Ministro Locatelli ha precisato che l’intervento allo studio prevede una copertura di almeno 20 milioni di euro e mira a superare la logica della soglia secca, introducendo criteri progressivi, così da evitare effetti disincentivanti e migliorare l’equità complessiva del sistema. Il provvedimento, ha spiegato, sarà portato avanti nel primo atto utile, dopo un confronto con le Associazioni, il Ministro del Lavoro e il Ministro dell’Economia, nell’ottica di promuovere anche un cambiamento culturale che valorizzi capacità, talenti e competenze di ogni persona.

Invalidità civile: limiti reddituali e la posizione dell’ANMIC

La posizione dell’ANMIC richiama anzitutto la storica petizione popolare collegata alla legge di iniziativa popolare sull’aumento delle pensioni, presentata nel 2008. Da allora, nel corso degli anni, il tema delle pensioni destinate alle persone con disabilità è stato più volte oggetto di dichiarazioni politiche e di prese di posizione pubbliche. Tuttavia, al di là delle parole, non si è mai giunti a un reale e strutturale aumento degli importi.

La notizia diffusa oggi non rappresenta un incremento diretto delle prestazioni economiche, ma interviene sulla platea dei beneficiari, ampliandola attraverso una revisione dei limiti reddituali. È un elemento che non lascia indifferenti, anche se non può essere considerato risolutivo.

È opportuno ricordare che l’assegno mensile di invalidità civile è riconosciuto agli invalidi civili con percentuale pari o superiore al 74%, purché non sia stata raggiunta l’età pensionabile e non venga superato il limite di reddito personale previsto dalla normativa.

Per il 2026, in base alle circolari INPS: la pensione di invalidità civile per invalidi civili parziali e totali è pari a 340,71 euro mensili e la soglia di reddito personale per il riconoscimento della prestazione è fissata a 5.852,21 euro annui.

Una platea forse più ampia, ma nessun aumento degli importi

L’eventuale superamento della soglia secca e l’introduzione di criteri progressivi potrebbero correggere una distorsione che negli anni ha penalizzato molte persone con disabilità. Tuttavia, il nodo centrale resta invariato: l’importo delle prestazioni continua a essere estremamente contenuto.

Dal 2008 ad oggi, i diversi governi che si sono succeduti hanno spesso dichiarato l’intenzione di intervenire sulle pensioni di invalidità, motivando l’assenza di aumenti con la mancanza di coperture finanziarie. Nel frattempo, altre priorità di spesa hanno trovato spazio nei bilanci pubblici, lasciando immutata una condizione che incide direttamente sulla dignità delle persone con disabilità.

Per quanto riguarda l’indennità di accompagnamento, l’importo per il 2026 è pari a 552,57 euro mensili, riconosciuto indipendentemente dal reddito. Una cifra che resta ampiamente inadeguato rispetto ai costi reali dell’assistenza continua richiesta dalle persone con disabilità più gravi.

Invalidità civile 2026: una notizia che non lascia indifferenti

Alla luce di quanto annunciato, si apre uno spiraglio su un tema che da anni attende risposte concrete. Non si tratta di un vero aumento delle pensioni, ma di un possibile ampliamento della platea attraverso la revisione dei limiti reddituali.

È un passo che può rappresentare un primo segnale di attenzione. Tuttavia, resta ancora ampia la distanza rispetto a un pieno riconoscimento della dignità economica delle persone con disabilità. L’auspicio è che alle dichiarazioni seguano atti concreti, condivisi con le Associazioni e orientati a una riforma strutturale del sistema.

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