Le nuove istruzioni INPS sul ripristino dei benefici economici
Le persone con disabilità che hanno perso una prestazione economica per motivi amministrativi o reddituali potranno ottenerne il ripristino senza dover affrontare un nuovo iter di accertamento sanitario. È questa la principale novità contenuta nel Messaggio INPS n. 1791 del 28 maggio 2026, una disposizione che il professor Nazaro Pagano, presidente della rete associativa nazionale ANMIC, ha immediatamente portato all’attenzione delle 104 sedi provinciali dell’Associazione presenti su tutto il territorio nazionale. La comunicazione è stata diramata tempestivamente per consentire agli operatori ANMIC di fornire informazioni corrette e aggiornate alle persone con disabilità e alle loro famiglie, garantendo un’assistenza uniforme e qualificata in una materia che coinvolge migliaia di cittadini.
Il nuovo messaggio dell’Istituto interviene infatti su una questione particolarmente rilevante: il ripristino delle prestazioni economiche nei casi in cui il riconoscimento sanitario della disabilità sia già stato accertato e rimanga valido, ma siano venuti meno, temporaneamente o definitivamente, alcuni requisiti socio-economici richiesti dalla normativa. Le istruzioni dell’INPS si inseriscono nel percorso di attuazione della riforma della disabilità introdotta dal Decreto Legislativo n. 62 del 2024, che punta a limitare il ricorso a verifiche sanitarie ripetitive e a semplificare l’accesso alle prestazioni assistenziali.
Pagamenti: le tre ipotesi previste dall’INPS
L’Istituto individua tre diverse situazioni nelle quali può essere richiesto il ripristino della prestazione economica.
- La prima riguarda le domande che erano state respinte esclusivamente per l’assenza dei requisiti socio-economici. Una volta maturate le condizioni richieste dalla legge, il cittadino può presentare una richiesta di ripristino senza dover ripetere l’accertamento sanitario.
- La seconda ipotesi interessa le prestazioni già riconosciute ma successivamente revocate a causa della perdita dei requisiti socio-economici. È il caso, ad esempio, di situazioni legate alla residenza o alla sopravvenuta incompatibilità con altri trattamenti.
- La terza situazione riguarda invece le prestazioni sospese per motivi temporanei, come il venir meno di determinate condizioni richieste per il pagamento del beneficio.
Come presentare la domanda
Per le prime due fattispecie, la procedura prevede l’invio del modello AP93, corredato dal modello AP70 e dalla documentazione sanitaria eventualmente necessaria, tramite posta elettronica certificata alla sede INPS competente per territorio. In questi casi la prestazione viene riconosciuta a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda di ripristino. Per le prestazioni sospese, invece, il cittadino deve presentare una domanda telematica di ricostituzione per motivi documentali. Qualora i requisiti risultino nuovamente posseduti, il beneficio potrà essere riattivato con decorrenza dal mese in cui tali condizioni sono state ripristinate.
Nessun nuovo accertamento sanitario nella generalità dei casi
L’aspetto più significativo del Messaggio n. 1791/2026 riguarda la conferma di un principio destinato ad alleggerire notevolmente gli adempimenti per le persone con disabilità. In tutte le ipotesi considerate, la richiesta di ripristino della prestazione non comporta la riattivazione dell’intero procedimento di accertamento sanitario quando esiste già un verbale valido che attesta la condizione di disabilità.
L’INPS riconosce infatti che la valutazione sanitaria e la verifica dei requisiti socio-economici costituiscono due momenti distinti del procedimento amministrativo e che il venir meno di un requisito economico non può comportare automaticamente la necessità di una nuova visita medico-legale.
Verifiche straordinarie soltanto in casi eccezionali
Il Messaggio precisa tuttavia che, qualora l’accertamento sanitario sia stato effettuato da oltre due anni, il Centro Medico Legale dell’INPS potrà valutare l’opportunità di effettuare una verifica straordinaria. Si tratta però di una possibilità limitata a circostanze eccezionali e rigorosamente circoscritte. Le verifiche potranno essere avviate soltanto nei casi in cui il giudizio medico-legale presenti evidenti incongruenze rispetto alle tabelle di riferimento o alle linee guida valutative adottate dall’Istituto. La previsione conferma l’indirizzo della riforma della disabilità, orientato a superare controlli ripetitivi e non necessari, valorizzando invece la stabilità degli accertamenti sanitari già effettuati.
Un passo avanti verso la semplificazione
Secondo ANMIC, le nuove istruzioni rappresentano un importante passo avanti nella tutela dei diritti delle persone con disabilità. La possibilità di riattivare una prestazione economica senza essere costretti a ripercorrere l’intero iter sanitario consente infatti di ridurre tempi burocratici, adempimenti e disagi per i cittadini.
