INVALIDITÀ, OLTRE 30 PERSONE INDAGATE: COINVOLTI ANCHE MEDICI E FUNZIONARI INPS

ANMIC ringrazia la Guardia di Finanza e condanna il comportamento di queste persone

Truffa Palermo. La Guardia di Finanza avrebbe smascherato una fitta rete di interessi messa in piedi per truffare l’Inps con il riconoscimento di pensioni fasulle di invalidità. Coinvolti funzionari pubblici e medici generici.

Nuova truffa ai danni dello Stato: operazione della Finanza a Palermo

Sta già facendo il giro d’Italia e in Sicilia non si parla d’altro. La notizia è quella che vede coinvolti funzionari pubblici, medici generici e specialisti, oltre a caf e probabili intermediari in una presunta truffa ai danni dello stato per false invalidità.

Accade a Palermo, dove una dozzina di persone ogni mese pare percepissero la pensione di invalidità come persone con gravi difficoltà nella deambulazione, per poi andarsene in giro in auto e la sera a ballare in discoteca.

Invalidità truffa Palermo: gli arresti dei presunti vertici

I finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica della città, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, hanno tratto in arresto R.A. (cl. 63) di Terrasini e A.F. (cl. 71) di Camporeale, presunti vertici di un progetto criminale (uno il dominus, l’altro suo principale collaboratore), che avrebbe avuto lo scopo di compiere sistematiche truffe ai danni dell’Inps, a vantaggio di numerosi soggetti che, in cambio di cospicue somme di denaro, avrebbero ottenuto indennità previdenziali e/o assistenziali, in realtà non spettanti.

Le indagini hanno consentito di rilevare come i soggetti si sarebbero serviti di una fitta rete di “procacciatori di pazienti” e complici che, a vario titolo, avrebbero assunto un ruolo all’interno del sistema fraudolento. Tra di essi sono stati identificati e denunciati dipendenti pubblici, medici generici e specialisti, componenti delle commissioni mediche Asl nonché responsabili di Caf.

I finanzieri avrebbero anche filmato una donna – dichiarata affetta da cecità – mentre leggeva la posta appena ritirata dalla cassetta delle lettere. “Le indagini – avrebbe spiegato il colonnello Gianluca Angelini, comandante del nucleo – hanno fatto emergere un modus operandi consolidato negli anni”. In totale sarebbero 12 le pensioni fasulle smascherate, mentre sarebbero più di 30 le persone indagate, tra le quali figurerebbero anche medici e impiegati Inps.

Ma vediamo nel dettaglio cosa accadeva.

Scambi di favori e rapporti inopportuni: un modus operandi consolidato negli anni

L’indagine avrebbe messo in evidenza scambi di favori, rapporti inopportuni, vantaggi di varia natura, che avrebbero costituito l’humus ideale sul quale costruire il sistema illecito. Gli investigatori del Nucleo Pef di Palermo avrebbero, infatti, smascherato un modus operandi consolidato negli anni, talmente collaudato da indurre la platea di interlocutori a ritenere che il ricorso ai servizi offerti dai soggetti arrestati fosse l’unica strada per l’ottenimento delle indebite prestazioni previdenziali. Gli accertamenti disposti dalla Procura della Repubblica di Palermo, avrebbero consentito di individuare gli step seguiti degli indagati, che cominciavano con la ricerca dei “potenziali clienti”, individuando coloro che apparivano “bisognosi” e “disponibili” a richiedere un “aiuto” per ottenere riconoscimenti pensionistici o assitenziali. Stabilito il contatto con “il candidato all’invalidità”, gli indagati lo indirizzavano a medici compiacenti che avrebbero redatto i certificati necessari ad attestare la sussistenza delle patologie “utili” per l’ottenimento delle indennità.

Falsi invalidi truffa Palermo: cosa accadeva

Al fine di evitare di sostenere la visita medica collegiale, in alcuni casi, veniva, inoltre, formalmente attestata, l’impossibilità del soggetto ad allontanarsi dal proprio domicilio (c.d. intrasportabilità), finalizzata all’ottenimento della visita domiciliare.

Durante la visita, quindi, medici compiacenti avrebbero espresso parere favorevole alla prosecuzione dell’istanza. Avendo, infatti, la possibilità di avere notizie privilegiate, gli indagati preparavano il “candidato” su come poter agevolmente “passare” la visita di controllo. Per esempio farsi trovare a letto, far aprire la porta da familiari, evidenziare incapacità a deambulare, con luce e tv spenta.

Le presunte spartizioni

Una volta ottenuta la liquidazione dei benefici in qualità di presunto ‘invalido’, gli autori delle condotte delittuose passavano da lui per la riscossione del pagamento per la prestazione illecita secondo un tariffario prestabilito pari di solito agli arretrati erogati dall’Inps (circa 12 mensilità).

Tra i casi eclatanti di falsificazione, un invalido totalmente cieco intento a recuperare nella cassetta postale fuori casa la posta per poi visionarla; diversi invalidi non in grado di deambulare autonomamente, ma in grado di guidare l’autovettura o di recarsi al bar o presso esercizi commerciali in assoluta autonomia; e un invalido con indennità di accompagnamento, in grado però di dilettarsi in balli di gruppo.

Le ipotesi di reati contestati, quelli di concorso in truffa ai danni dello Stato, truffa aggravata per il conseguimento di contributi pubblici, falsità ideologica, traffico di influenze illecite. Con lo stesso provvedimento è stato disposto il sequestro di 100.000 euro pari al profitto illecito al momento quantificato.

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