DISABILE SARDO SENZA UNA GAMBA: “L’INPS MI HA TOLTO L’ACCOMPAGNAMENTO”

Costretto ad amputare una gamba 5 anni e mezzo fa, a novembre la sorpresa amara, l’Inps gli toglie l’indennità di accompagnamento

Inps toglie accompagnamento disabile. Disabile sardo senza una gamba, la rabbia: “L’Inps mi ha tolto l’indennità di accompagnamento dopo 5 anni e mezzo”. A darne notizia è il primo quotidiano di Cagliari, Castedduonline.

Inps toglie accompagnamento disabile

“Gavino De Candia – come spiega il quotidiano – 68 anni, nel 2014 perde la gamba sinistra a causa di un grave aneurisma: ‘Sino a oggi ho sempre ricevuto 516 euro al mese, da gennaio hanno deciso che devo vivere solo con la mia pensione di artigiano. Non sono mica guarito, vivo tra i dolori: mi sono rivolto a un avvocato, voglio giustizia’”.

De Candia per decenni ha diretto un negozio specializzato nella riparazione di elettrodomestici. Sposato, due figlie, una vita regolare fino alla malattia. Un aneurisma alla gamba sinistra lo costringe a visite mediche e ricoveri in ospedali, fino a quando i medici sono stati costretti ad amputargli la gamba.

La malattia

“Ho avuto un aneurisma anche alla gamba destra, lì però mi hanno inserito delle arterie artificiali”, ha spiegato l’uomo. Addio al lavoro. L’accompagnamento di 516 euro al mese era arrivato quasi in contemporanea con la pensione di invalidità: circa 900 euro netti. Fino al 12 novembre 2019, la sorpresa. Come racconta il quotidiano sardo, De Candia è stato visitato dalla commissione del centro legale dell’Inps di Olbia. “Mi hanno – dice – abbassato all’improvviso la percentuale di invalidità. Non più il cento per cento”, bensì “una percentuale compresa tra il sessantasette e il novantanove per cento”.

E questo potrebbe significare addio all’indennità di accompagnamento. Da qui la rabbia di De Candia, che – dopo le richieste di chiarimenti – è stato invitato ad adire le vie legali. “Ed è proprio ciò che voglio fare – conclude lui – mi sono rivolto ad un avvocato perché chiedo giustizia. Sono un disabile, l’accompagnamento è un mio diritto”.

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