GR DISABILITÀ: DA FIRENZE A NAPOLI DUE STORIE ITALIANE DIVERSE .

Le notizie di martedì 4 febbraio 2020

Da Firenze a Napoli. Due storie di opposte sensibilità: l’intransigenza e la solidarietà. L’Italia percorsa dal nostro giornale radio disabilità

GR Disabilità Firenze Napoli: le storie

Multata su un bus di città per essersi seduta prima di obliterare biglietto.

È quanto accaduto a Firenze il 10 gennaio scorso. Protagonista della vicenda è Lucia Nardi, una donna disabile di 77 anni, affetta da sclerosi multipla e da encefalopatia. La donna è rea di essersi messa a sedere su un bus del trasporto pubblico cittadino prima di obliterare il biglietto. L’anziana, che non è autosufficiente e che fatica a camminare, era accompagnata da un’amica che l’avrebbe aiutata prima a sedersi, dirigendosi poi verso l’obliterazione del biglietto. Cosa che poi non ha potuto fare perché bloccata dal controllore.

Napoli 8 gennaio scorso. Anche se è passato quasi un mese vogliamo raccontarvi ugualmente questa notizia a lieto fine.

Una ragazza disabile affetta da Sindrome di Down ha dimenticato su un taxi lo zainetto contenente un regalo di natale, la calza della befana e un foulard. All’appello successivo – lanciato sui social per recuperare quanto aveva perso – non aveva risposto nessuno.
Il tassista ha deciso di omaggiare la ragazzina con un regalo nuovo e glielo ha fatto recapitare a casa. A volta la differente sensibilità di taluni può cambiare la giornata alle persone.

2 pensieri riguardo “GR DISABILITÀ: DA FIRENZE A NAPOLI DUE STORIE ITALIANE DIVERSE .

  • 11 Febbraio 2020 in 07:16
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    Due esempi per spiegare a scuola il significato delle parole solidarietà e intransigenza.

    Risposta
    • 10 Marzo 2020 in 11:56
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      Quello che colpisce nel caso di Firenze è l’ottusità, la stupidità, l’intransigenza del controllore.
      Bastava da parte sua, verificare la narrazione dell’accompagnatore ed agire di conseguenza.
      Di furbi, purtroppo in Italia ce ne sono tanti , basta vedere il posto dei disabili occupati da mezzi senza contrassegno, per non parlare di chi usa il contrassegno abusandone, pur non avendo il disabile a bordo.
      Quindi capisco lo zelo del controllore, ma non capisco la stupidità, difronte all’evidenza.
      In ultimo il racconto riportato non parla e non dice se il controllore si è accertato della buona fede del disabile e se questo aveva indosso un documento che dimostrava la sua disabilità.
      Nel caso che non l’avesse il controllore avrebbe avuto lecitamente il dubbio di fronte ad una persona presumo anziana, chiedendosi se questa fosse una grande artista dell’arrangiarsi italiana.
      Nel dubbio faceva obliterare il biglietto ad entrambi e pazienza…..

      Risposta

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