ANMIC INFORMA -PAGANO: “DIRITTO DI SCELTA DEL CAREGIVER E DESTINAZIONE DELLA SPESA”

L’ANMIC sta partecipando al percorso parlamentare per la nuova legge che tutela i familiari che si prendono cura dei disabili

Diritto scelta caregiver familiare. Il presidente nazionale dell’ANMIC, Nazaro Pagano, che è anche presidente della FAND spiega le richieste che l’associazione sta portando avanti durante l’iter parlamentare per l’approvazione della legge ai microfoni di ANMIC informa.

Diritto scelta caregiver familiare

Diritto di scegliere il familiare che deve prendersi cura della persona disabile e diritto di scegliere la destinazione della spesa. Sono questi i punti chiave delle richieste che l’ANMIC, in queste ore, sta portando avanti nelle audizioni parlamentari durante l’iter di formazione della legge sui caregiver familiari.

“Il tema dei caregiver – fa sapere il presidente nazionale dell’ANMIC, Nazaro Pagano – sta avendo un risalto importante nell’agenda parlamentare”. Perché – prosegue Pagano – “il caregiver è la persona che assiste e si prende cura del coniuge o dell’altra parte convivente ai sensi della legge 20/05/2016 n. 76. È colui che si prende cura di un famigliare o di un affine entro il II grado”.

Iter di legge: un’evoluzione continua

Negli ultimi mesi, a questo proposito, abbiamo assistito a un’evoluzione continua.

“Giacciono – spiega il presidente Pagano – presso la XI Commissione del Senato alcuni provvedimenti raggruppati in un unico decreto, il 1461, a firma di Nocerino e altri. In questo momento vi è una forte discussione intorno a questo tema”.

“Come associazione – aggiunge Pagano – abbiamo avuto diverse audizioni, e anche in questi giorni sono in programma altre audizioni con tutte le forze politiche e istituzionali del paese, perché il tema del caregiver famigliare è un tema importante che investe milioni di famiglie”.

Di cosa ha bisogno la persona disabile

“Innanzi tutto – illustra Pagano – il diritto di scelta, da parte della persona con disabilità, della persona che assolve il ruolo di caregiver familiare. Il diritto di scelta del caregiver familiare relativamente alla destinazione e alla spesa dell’assegno di cura. Così come l’assegno per il lavoro di cura versato non potrà andare a detrimento delle misure già concesse alla persona assistita in termini di ore di assistenza. Noi infatti, chiediamo che non si potrà tagliare l’assistenza a fronte di un riconoscimento del lavoro del caregiver”.

Indennità e reddito Isee

“Un altro punto fondamentale è la somma corrisposta: al pari dell’indennità non dovrebbe fare reddito né prevedere un obbligo di spesa. Questo permetterà di risolvere il problema sorto a seguito della sentenza sulle indennità ai fini Isee. Al contrario, se si decide che questa debba essere spesa per l’acquisto dei servizi, questo dovrà essere fatto verso servizi certificati. Faccio un esempio: se il caregiver familiare necessita di un aiuto non potrà – qualora percepisca l’assegno di cura – che servirsi di lavoro privato di cura, come indicato da alcune norme regionali, qualificato e adeguatamente formato sulla base della tipologia di assistenza richiesta. Questi elementi sono per noi fondamentali”.

Cosa chiede ANMIC alle forze parlamentari

“Innanzitutto – specifica il presidente nazionale dell’associazione a tutela delle persone con disabilità – definire la procedura regolamentare di riconoscimento degli aventi diritto, individuati esclusivamente nel perimetro del comma 255, definendo, nel contempo, i criteri per la valutazione multidimensionale e multidisciplinare del caregiver familiare. Tesa a determinare il peso dell’attività di cura prestata. Peso sul quale poi calibrare un eventuale contributo di cura che verrebbe erogato a domanda e nei limiti delle risorse annualmente disponibili. Noi sposteremmo l’asse della valutazione della condizione della persona con disabilità assistita alla condizione complessiva anche in relazione al nucleo familiare del caregiver famigliare che presta l’attività di cura e che è il soggetto giuridico della norma”.

Un assegno di cura differenziato in base al carico di cura

“Una volta definito questo punto – cioè il riconoscimento degli aventi diritto – la norma dovrebbe anche prevedere e definire un assegno di cura differenziato sulla base del carico di cura. Quale indennizzo, e che quindi non deve far reddito con il reddito del caregiver familiare. Quindi – conclude Pagano – finanziare una forma di previdenza complementare qualora non sia coperto da altre forme assicurative o previdenziali; finanziare una forma di assicurazione contro le malattie derivanti dalla prestazione dell’attività di cura e individuare, tra le altre, altre misure e servizi destinati al caregiver familiare”.

È importante prevedere un sensibile e adeguato aumento delle risorse oggi disponibili.

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