lunedì, Giugno 17, 2024
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ANMIC Informa: pensioni di invalidità per le persone con disabilità

Pensioni di invalidità, è questo l’argomento della puntata del 3 febbraio 2023 di ANMIC Informa. In studio, il Presidente Nazionale ANMIC Nazaro Pagano inizia il suo approfondimento con un tono tutt’altro che lieto, visto il mancato aumento delle pensioni a differenza di quanto si sperava.

Ecco le sue parole: “dobbiamo parlare, ahimè, delle pensioni di invalidità, non perché siano aumentate, purtroppo. Io auspico che questa trasmissione in cui potrò annunciare l’aumento delle pensioni di invalidità giunga molto presto. Purtroppo dobbiamo parlare più che dell’aumento delle rivalutazioni.”

E, ancora, continua il professor Pagano: “oggi parliamo dell’aumento delle pensioni, degli assegni e delle indennità per gli invalidi civili totali e della loro rivalutazione. Vedremo anche le tabelle del 2023 con gli importi e con le maggiorazioni e i limiti di reddito per il 2023. Sono state rivalutate le pensioni di invalidità in base all’indice di inflazione, quindi un atto dovuto. Se noi oggi siamo passati a un piccolo aumento negli ultimi trent’anni, possiamo dire che gli unici aumenti che hanno subito le pensioni di invalidità sono solo legati proprio a quello che è la rivalutazione. Quindi si tratta di una rivalutazione per le pensioni di invalidità in base all’indice di inflazione, in adeguamento al maggior costo della vita.”

Pensioni invalidità invalidi civili, quali aumenti ci sono stati

“Gli aumenti – sottolinea il professor Pagano – riguardano sia gli importi di pensioni e assegni, sia quelli dell’indennità, a qualunque titolo essi siano erogati a invalidi, civili, ciechi, civili o sordi. Incominciamo a parlare della rivalutazione delle pensioni di invalidità, sapendo che cambiano però anche i limiti di reddito previsti per il diritto dell’assegno mensile degli invalidi parziali e delle indennità di frequenza stabilito per la pensione sociale.”

Infatti: “tali importi risultano aumentati del 5,1%. Tutti i riferimenti del calcolo sono contenuti poi nelle tabelle che andremo a verificare dopo, ma che possono essere desunte anche dai nostri dati, da tutti i nostri social, dal nostro sito. Si tratta delle tabelle che furono allegate alla circolare 135 del 2022 dello scorso dicembre, quando si parlava del rinnovo, ovvero la circolare che parlava del rinnovo delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l’anno 2023.”

Naturalmente queste tabelle sono state definite dall’Inps prendendo a riferimento l’indice di perequazione stabilito dal Ministero dell’Economia. Una maggiorazione, quindi, pari al 7,3% e a sua volta basato sulle rilevazioni Istat. Per effetto della rivalutazione le pensioni degli invalidi civili totali, cioè quelli che stanno al 100%, si è incrementata fino a un massimo di maggiorazione fino ad un massimo di 386,27€ mensili con importo variabile. Poi, in base al reddito, per accedere a tale incremento pari a 9100 2,34€ per il singolo pensionato e 15.600 44,85 se coniugato dal computo. Restano esclusi prima casa, pensioni di guerra e indennità di accompagnamento. Quindi la pensione per gli invalidi civili totali è di 313,91€.

I limiti di reddito per effetto della rivalutazione

“Quindi”, ribadisce il professor Pagano, “vediamo nel dettaglio le tabelle per gli importi del 2023. Per le pensioni degli invalidi civili totali l’importo per il 2023 è di 313,91, l’assegno mensile per gli invalidi civili parziali e di 313,91. L’indennità mensile di frequenza ai minori è sempre di 313,91, mentre l’indennità di accompagnamento per gli invalidi civili totali passa a 527,16. Naturalmente in quest’ultimo caso individuale per la pensione degli invalidi civili totali, quindi per ottenere i 313,91€ che diverso dai 386 virgola 97,27. In pratica si tratta di un’altra rivalutazione per sempre per gli invalidi civili totali, ma che non superano un certo limite reddituale.”

“Nella fattispecie possono percepire di 313,91 mensili gli invalidi civili totali che hanno un limite reddituale non superiore a 17.920, mentre per gli invalidi civili parziali possono sempre percepire 313,91 se non hanno un limite reddituale superiore a 5.391,88. Anche per l’indennità di frequenza ai minori è previsto un limite reddituale di 5300 91,88. Per l’indennità di accompagnamento non è previsto alcun limite reddituale. Quindi oggi noi possiamo dire che questi esigui aumenti sono dovuti semplicemente ad una rivalutazione del costo della vita, così come è avvenuto negli anni precedenti.”

ANMIC dalla parte delle persone con disabilità

Interviene, ancora, amaramente il professor Pagano rispetto all’impegno assunto dal Governo sugli aumenti, e le sue parole sono tutt’altro che tenere. Ma nessun intervento, né da parte del Parlamento né da parte del Governo, è stato messo in campo perché si pensa si possa pensare ad aumentare la pensione degli invalidi civili, parziali e anche totali.

“È vero che gli invalidi civili totali possono percepire se sono al di sotto di un certo limite, un mezzo, perché vi è stata un’integrazione per gli invalidi civili totali, ma è altrettanto vero che gli invalidi civili parziali necessitano di un adeguamento necessario, così come anche la Corte Costituzionale ha più volte sollecitato.”

“Gli aumenti che ci sono stati negli ultimi venti, trent’anni sono dovuti soltanto a quei pochi euro all’anno che sono stati aumentati proprio per equiparare il costo della vita alla Quindi per perequare il costo della vita alla alla giustamente alla rivalutazione delle pensioni quindi al calcolo al all’indice di perequazione quindi stabilito dal Ministero dell’economia quest’anno è stato un po più diciamo così sostanzioso ma parliamo sempre nella misura di 10€ al mese non stiamo parlando di qualche decina di euro al mese stiamo parlando di quasi una una decina di euro al mese ma non qualche importante significativo aumento.”

“Speriamo e ci auguriamo” – continua il professor Pagano -, che nei prossimi mesi si possa avviare quel discorso di interazione con il Parlamento, con il Ministero del lavoro e con Ministero della disabilità, perché si possa giungere effettivamente ad una formulazione nell’aumento delle pensioni degli invalidi civili. Purtroppo tutti promettono ma nessuno mantiene. Amaro ma vero: le forze politiche sia quando sono al Governo, sia quando sono all’opposizione non mantengono gli impegni assunti. Speriamo di trovare la sintonia giusta perché effettivamente si possa arrivare a un giusto e atteso aumento delle pensioni. ANMIC non si ferma.”