sabato, Luglio 20, 2024
ANTIDISCRIMINAZIONE

Alunni con disabilità: i problemi nelle scuole e nei servizi educativi.

All’inizio dell’anno scolastico i genitori di alunni con disabilità devono far fronte alle carenze del sostegno e a mille difficoltà che impediscono una piena e serena vita scolastica.

La sentenza n. 215 del 1987 della Corte Costituzionale.

Negli anni ’80 la Corte Costituzionale, con sentenza n. 215 del 1987, ha affermato che “la partecipazione del disabile al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisce un rilevante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato“.

Il dovere dello Stato (art. 38, comma 4, Cost.) è quindi rendere concretamente fruibile il diritto all’istruzione attraverso “misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti di istruzione.

I problemi nella scuola e nei servizi educativi per gli alunni con disabilità

Oltre ai problemi collegati alla didattica, emergono spesso episodi riguardanti gli studenti con disabilità che nella vita scolastica subiscono micro o macro esclusioni, o anche episodi più o meno gravi divere e proprie discriminazioni. 

Si tratta di vicende molto eterogenee, che spaziano dalla routine scolastica alle uscite didattiche, dalle relazioni con i pari a quelle con i docenti, con i dirigenti ecc. e che, naturalmente, turbano profondamente la serenità ed il benessere dei loro figli.

Il nostro Ufficio offre supporto alle famiglie, indirizzandole sul territorio verso le sedi provinciali dell’associazione per un supporto concreto e per l’assistenza legale, e dando sostegno e consulenza diretta dove possibile.

In particolare, in merito alla scuola e ai servizi educativi, sono arrivate più segnalazioni, sparse sull’intero stivale, riferite alla mancanza di figure di assistenza specialistica e di insegnanti di sostegno.

Il caso della sig.ra M.G. di Massa Carrara (Toscana).

La sig.ra M. ha iscritto il proprio figlio (8 anni) con ritardo psicocognitivo (probabilmente presenta anche uno spettro autistico) ad un campo estivo comunale.

Successivamente all’invio della domanda d’iscrizione, la sig.ra M. è stata contattata dal comune che le comunicava un numero ridotto di educatori, e quindi l’impossibilità di rispondere a tutti i bisogni che un bambino con disabilità poteva avere.

Si contatta il servizio sociale territoriale che si occupa del bambino evidenziando la problematica e suggerendo di richiedere in UVMD (Unità di Valutazione Multidimensionale Disabilità) un fondo per il finanziamento di un educatore.

La presenza dell’educatore potrebbe assistere il minore per almeno 2/3 giorni a settimana, in modo da permettergli la frequenza al campo estivo.

La sig.ra M. successivamente ci comunica che il servizio sociale territoriale ha predisposto per suo figlio delle ore con un educatore che lo avrebbe accompagnato e assistito durante la frequenza al campo estivo per 3 giorni a settimana.

Il caso della sig.ra A.F. di Bergamo (Lombardia).

La sig.ra A. è la madre di F, un bambino autistico di 4 anni, con 104 in gravità (art.3 comma 3). Il bambino frequenta la scuola dell’infanzia statale dall’anno scolastico 2019/2020.

Nella scuola dell’infanzia è attualmente seguito sia dalle insegnanti ordinarie sia dall’assistente educatore, fornito al bambino dal comune di Bergamo.

All’inizio dell’anno scolastico 2019/2020 è stato redatto il PEI (progetto educativo individualizzato) per F, che prevedeva sia il numero delle ore di assistenza specialistica (16) sia il numero delle ore di sostegno (25).

La sig.ra lamenta, però, la mancanza dell’insegnante di sostegno per questo anno scolastico (2020/2021).

Abbiamo contattato il dirigente scolastico della scuola frequentata dal bambino per comprendere il motivo del disservizio, e finalmente è stato disposto il sostegno.

L’ANMIC ha presentato al Ministero dell’Istruzione un documento che evidenziava le criticità e i provvedimenti da attuare, anche in considerazione delle misure anti covid e delle difficoltà che gli studenti con disabilità si sono trovati ad affrontare nel periodo precedente di lockdown.