2025 Pensioni di invalidità: nuova delusione per le persone con disabilità
Nel 2008, ANMIC ha promosso una storica raccolta firme per chiedere un adeguamento dignitoso delle pensioni di invalidità. Oltre 500.000 cittadini hanno sottoscritto l’appello, convinti che fosse giunto il momento di garantire un livello di sussistenza adeguato per le persone con disabilità. Dopo anni di battaglie e promesse politiche mai mantenute, ci troviamo oggi di fronte a nuovi importi per il 2025 che rappresentano un’ulteriore beffa per chi vive in condizioni di grave difficoltà economica.
Nuovi importi pensioni 2025

A questi si aggiungono le seguenti condizioni per chi ha un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni:

Pensioni e promesse tradite
Ancora una volta, lo Stato italiano ignora le necessità delle persone con disabilità. Un assegno di appena 336 euro al mese, in un periodo di inflazione crescente e di rincari in ogni settore, è del tutto insufficiente per condurre una vita dignitosa. ANMIC lo denuncia da anni: questa somma non copre nemmeno le spese basilari di sopravvivenza.
Le persone con disabilità si trovano ogni giorno a dover affrontare costi aggiuntivi per assistenza, terapie, trasporti e strumenti sanitari. Eppure, i limiti di reddito imposti per ottenere questi miseri assegni restano rigidissimi, escludendo molte persone che avrebbero bisogno di un supporto economico.
Nel 2008, ANMIC si è battuta con forza per ottenere l’aumento delle pensioni di invalidità, affinché fossero almeno equiparate al trattamento minimo pensionistico. Da allora, nonostante le promesse dei governi che si sono succeduti, l’incremento è stato minimo e del tutto insufficiente a garantire un reale miglioramento delle condizioni di vita degli invalidi civili.
L’adeguamento al cosiddetto “milione” rimane un miraggio per molti, vincolato a limiti di reddito che penalizzano soprattutto le persone sposate o con piccoli risparmi.
ANMIC continua la battaglia sulle pensioni
“L’ANMIC non smetterà mai di lottare per i diritti delle persone con disabilità. Chiediamo – evidenzia il prof. Nazaro Pagano Presidente della rete associativa ANMIC – che le Istituzioni riconoscano finalmente il valore della dignità umana e agiscano con misure concrete, non con interventi simbolici che lasciano migliaia di cittadini in condizioni di grave disagio”.
“Le pensioni di invalidità – sottolinea il prof. Pagano – non possono essere trattate come un’elemosina. Le persone con disabilità hanno diritto a un sostegno economico adeguato per condurre una vita decorosa. Il 2025 avrebbe dovuto rappresentare un’opportunità per un cambiamento concreto. Purtroppo, ancora una volta, ci troviamo di fronte all’ennesima promessa non mantenuta.”
